I have a dream

Sei accanto al mio letto. La sofferenza fluisce nelle arterie, l’incoscienza di quel che stai per dire. Più che parlare ti muovi. Ti svuoti le tasche, sciogli la cravatta, scavalchi una sedia, ti fermi, ti rialzi, sei in ginocchio e mi tieni la mano. Ma è quello che dici, che sconcerta: “finora ho vissuto solo per lavoro, ora voglio che tu mi aiuti a vivere davvero”. Sorrido, incredula. E’ troppo forte, da reggere, questa tensione. E così apro gli occhi, non c’è sedia, non c’è traccia di te. E vorrei vedere.

E’ più che evidente che nel sogno sono io che parlo a me stessa. Un grazie a chi mi ha ascoltato raccontarglielo e mi ha convinto a riprendere la tastiera. Forse davvero si è blogger a vita.

3 Risposte

  1. Santo cielo… Bentornata! Ma adesso resti con noi, sì?

  2. com’è che non ti piacciono i sogni. E’ vero, non dicono niente, ma quanto sanno dire.

    Questo blog io non lo conoscevo, pensa tu. Scrivi ottime cose.

    cia, a.

  3. ma il mio commento dov’è.

    a.

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