And nothing else matters

 

Giornaliero sbattere d’ali. Il fondo dell’abisso dell’altro è l’orlo del dirupo su cui mantieni l’equilibrio. Il perpetuo trovarti rimproveri si frantuma al cospetto dell’oggi di chi ha perso gli appigli. Ti colora la sera uno sguardo bambino, svelto gioco di occhi e musetti, e fiducia totale, che ti assedia di attonito. E riprendi di mano il volante, oggi sai ritrovarla, la strada.

“Dobbiamo, di tanto in tanto, riposarci dal peso di noi stessi, volgendo lo sguardo là in basso su di noi, ridendo e piangendo su noi stessi da una distanza di artisti: dobbiamo scoprire l’eroe e anche il giullare che si cela nella nostra passione della conoscenza, dobbiamo, qualche volta, rallegrarci della nostra follia per poter stare contenti della nostra saggezza” (Friedrich Nietzsche, via Etrusco). A volte è però la follia dell’altro a rendersi specchio della nostra saldezza: il duro, la prova dell’oggi, sta nel combatter la pena, il desiderio di fuga, nel restare presenti, a sé stessi e all’intorno.

9 Risposte

  1. mi piace quello che hai scritto…felice d’esser qui

  2. Ciao, Francesca. Grazie e benvenuta.

  3. Come sempre… La perfezione!

  4. quando guardo l’abisso, l’abisso guarda in me ****

  5. Volevo solo dirti che ti leggo.

  6. Nevica forte, una prigione bianca. Un freddo penetrante.
    Leggo accanto al camino acceso, Trilogia della città di K..
    Sento tutta l’irreale follia di un giorno qualsiasi.
    Naturalmente mento.

    A parte giochi di parole
    passo per un saluto.

  7. OT
    Ovunque tu sia, che non ti manchino i miei auguri.
    Buon Natale, con affetto. :D

  8. ti auguro un anno proprio come tu lo vuoi ***

  9. Buon Martedì mattina, un caffè? :)

Lascia un commento