
Ti allontani per qualche tempo, sono i tempi della vita che portano con sé la distanza. Te ne duole, ma lo raccogli, ancora una volta, come un dono, una sorta di bene necessario. Il tornare, e aver messo distanza dalle cose, te le rende con gli interessi (e stupisci, avevi così da conto questo spazio tuo, e l’allontanarti ti ha portato cose, ti ha restituito attenzioni importanti, che non osavi chiedere, ti ha ‘messo in prospettiva’). Ma è cambiata la tua, di visione delle cose: fuori dell’amore di chi ti è vicino, e della forza che ti torna dal credere, tutto ha un colore relativo, adesso. Sai di essere felice, e ogni paio d’ore ti sciogli in lacrime, per questo.
“Se si vuol giudicare la situazione di una persona secondo il suo livello di felicità, non bisogna interrogarsi su quel che trova piacevole, ma su quello che la turba: infatti, più irrilevanti sono le sue preoccupazioni, più felice è questa persona, dato che è proprio di chi sta bene lamentarsi di piccolezze …” (Arthur Schopenhauer)
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Finalmente!!!! Bentornata! Non sparirai di nuovo, vero?
e bravo arturo
…decisamente amorevoli questi micetti, si lasciano persino avvicinare e accarezzare…
No, Fabio, spero di no (anche se qualche ‘rallentamento’ è possibile) – grazie!

Vero, no, Sil?
Miii…ao, Carlo!
Eh no, basta rallentamenti!
Medea ritrovata …allegra e con un sorriso che abba(gl)ia, speriamo sia contagioso e non faccia scappare i gatti.
Fa, faccio il possibile!
Carlo, come sai del mio sorriso?
Schopenauer dice delle cose assolutamente vere… Sono comìntenta che tu adesso sappia di essere felice… Giulia
Bello il tuo blog che scopro adesso, Costanza
In realtà la felicità è ‘a momenti’, Giulia … ma va bene anche così
Grazie, cara Costanza. Un saluto