Insomnia

 

Ti percorrono correnti attutite, sensi alterni di gioia e paure, riconosci una donna ch’è assieme speranza e passato. Il tuo corpo – mutamenti che ameresti ignorare – digita insonne segni e segnali. E vorresti il tuo essere donna mutasse con lui, presentasse la forza e l’astuzia del vivere che cammina nell’insieme di arterie. Oggi ha un che di immobile, l’aria. [Per l'immagine credits: Equilibrioincerto]

Ho tentato di ‘capovolgere’ lo schema ‘immagine’ – pensieri in poesia – postilla (spesso rappresentata da citazioni) che prevalentemente seguo. Ho visto che anticipando la postilla (orribile ossimoro, in fondo), quel che segue diviene un commento all’ ‘estratto’ di lettura. Perdendo quel che è il senso del ‘mio’ messaggio, alla fine, che non è parafrasi alla vita di altri (ma dalla vita di altri trae spunto e conforto alla propria). Immagino tornerò alla ‘consueta’ struttura.

10 Risposte

  1. l’idea o la concezione che la vita degli altri possa offrire spunto e conforto alla propria è bellissima

  2. Grazie, Francesca. Non so (e non credo) che sia mia, ma c’è un caro amico che mi dice sempre che io vivo la mia vita anche alla luce delle mie letture. Prima o poi mi piacerebbe letterarizzarla, questa mia vita scombinata, ma ora come ora mi sembra così improbabile … Un bacio (e grazie ancora) :-)

  3. No, tutto ma l’insonnia no! Finché reggo… :-)

  4. Tieni duro, allora, Fa … :)

  5. [...]
    con questo grido
    nelle orecchie
    che dovrebbe essere sonno
    ma non lo è

    Ciao,

    Gioacchino

  6. E’ molto bello quello che dici e il tuo pensiero, Giulia

  7. Tengo duro, tengo duro… Ma mi fai qualcosa sul potere della caffeina? :-)

  8. Ti racconto questa folle trovata d’un mio amico:
    per abituarsi a resistere al sonno ed avere più tempo, per fare poi non so bene cosa, ha iniziato a sperimentare su di sé la tecnica di anticipare ogni giorno di 1 minuto la sveglia; non lo vedo da un pezzo, chissà come se la passa.

    …digita insonne segni e segnali… mi fa pensare alle fiabe d’una cara amica immaginate, complice la quiete delle notte, mentre, ad ore tarde, allattava la bimba che la lasciava insonne.

  9. Giò, il grido di Medea? Bacio.
    Grazie, Giulia, faccio del mio meglio. Un sorriso.
    La caffeina, Fa, per alcuni è fonte di vita (anche per me, date le mie origini) :-)
    Carlo, anch’io mi costruisco favole (in genere sul punto di prender sonno, piuttosto che la mattina presto). Baciobacione.

  10. Ho letto l’articolo, che ho trovato interessante e a tratti inquietante per mettere in luce una similitudine tra il passo della “Medea” e i versi che ti ho scritto (anche in parte nel senso sotteso). Ma, no, ignaro degli antecedenti latini, descrivevo la mia ansia notturna. Accidenti, il grido di Medea! Un brivido mi è corso per la schiena! Ciao,

    Gioacchino

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